Sanguis Jovis, torna a Montalcino la summer school dedicata al Sangiovese

Partita questa mattina la seconda edizione di Sanguis Jovis, la summer school dedicata al Sangiovese e ideata dalla Fondazione Banfi. Per i 23 partecipanti è stato come tornare indietro “al primo giorno di scuola” anche se, in questo caso, parliamo di studenti e professionisti del ramo che sono arrivati a Montalcino, negli spazi di Ocra, per arricchire ulteriormente la propria formazione. Alla presenza del presidente di Sanguis Jovis, Attilio Scienza, e di quello della Fondazione Banfi, Rodolfo Maralli, stamattina è iniziata ufficialmente la settimana che approfondirà i cambiamenti climatici in corso per cercare di rispondere alla domanda presente nel titolo di questa seconda edizione: “come sarà il Sangiovese del futuro?”. “La partenza direi che è stata più che buona – commenta Rodolfo Maralli alla Montalcinonews – abbiamo una bella squadra, quindici ‘student’ e 8 ‘professional’, di questi il più giovane ha 21 anni e il più anziano 75. Tanti laureati in enologia e gente del settore. In una settimana si alterneranno 27 docenti e almeno 6 enologi. Il tema è molto sentito perché il cambio di clima è una cosa reale e a Montalcino, ad esempio, negli ultimi anni lo abbiamo visto. Avere gli strumenti tecnici per affrontare la questione è fondamentale. Ci sono iscritti da tutta Italia, diciamo che il baricentro si è spostato un po’ più al nord. Per il futuro stiamo pensando di anticipare la Summer School alla fine di luglio anche per non scontrarci con le esigenze lavorative. Le 70 domande per i 23 posti a disposizione sono la dimostrazione che stiamo facendo bene anche perché la qualità dei curriculum degli interessati è veramente alta. Purtroppo siamo stati costretti ad escludere persone che si sono laureate con il massimo dei voti”. Il professor Attilio Scienza ha parlato dei temi della Summer School alla WineNews: “previsione e tempestività sono la chiave per il futuro. Quest’anno indaghiamo proprio il rapporto tra il Sangiovese ed il cambiamento climatico. Ma lo facciamo proprio da un punto di vista rassicurante, perché tra conoscenze e tecniche nuove e il recupero di vecchie pratiche utili non mancano le soluzioni”. Domattina nuovo capitolo sul climate change ma il focus si sposterà dalla vite alla terra. (Fonte: Montalcinonews).

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