Tra “chiocciole” e “Grande Vino”, Slow Wine premia il Brunello di Montalcino

Autunno, tempo di guide e Montalcino risponde presente. Negli scaffali delle librerie è arrivata la pubblicazione Slow Wine riferita al 2018. Le ambite chiocciole sono state assegnate anche per alcune aziende di Montalcino come Baricci, Fattoi, Il Paradiso di Manfredi e Le Chiuse. Nella categoria “Grande Vino” il Brunello è rappresentato dalle annate 2012 di Corte dei Venti, Costanti, Pietroso, La Cerbaiola – Salvioni, Podere Sante Marie – Colleoni, Le Ragnaie; dalle Riserve 2011 di Sesti, Stella di Campalto e Poggio di Sotto e dalla Riserva 2010 Poggio al Vento di Col d’Orcia. In “Vino Slow” il Brunello di Montalcino compare 6 volte con le annate 2012 di Terre Nere, Il Paradiso di Manfredi, Le Chiuse, Fornacina, Pian delle Querci e San Carlo.

“Barolo Brunello”, i due fuoriclasse del vino italiano si incontrano a Milano

Meglio il Brunello o il Barolo? Agli esperti l’ardua sentenza anche se, nel dubbio, perché essere costretti a scegliere tra i due pesi massimi del vino nazionale? Forse è meglio divertirsi scoprendo le potenzialità di questi “fuoriclasse” e l’occasione giusta può essere quella di “BaroloBrunello”, il gioco del vino e l’appuntamento-degustazione che mette insieme due eccellenze ma anche due mondi diversissimi del mondo del vino italiano: l’evento è in programma per sabato 18 e domenica 19 novembre a Milano e porterà alla scoperta di oltre 50 produttori provenienti da Piemonte e Toscana. La manifestazione racchiude il messaggio di un “piacere del gioco in stretto legame con il mondo del vino e con chi lo produce, perché – come affermano gli organizzatori – ogni produttore presente sarà caratterizzato da una propria unicità che ricondurrà a un giocattolo storico simbolo dello stile e del marchio della casa vitivinicola”. Dunque per la gioia dei wine lovers è prevista una carrellata di Baroli e Brunello di Montalcino e dei loro grandi maestri in un luogo – le Officine del Volo in via Mecenate – che incarnano lo spirito della manifestazione, all’interno dello storico complesso delle ex officine aeronautiche Caproni di Taliedo.

Granfondo del Brunello, quando lo sport incontra le eccellenze del territorio

Oltre mille iscritti alla vigilia e 50 km di puro spettacolo. La Granfondo del Brunello e della Valdorcia ha animato la domenica di Montalcino anche se, di fatto, già dal sabato ha fatto sentire la propria presenza e tutto il calore degli sportivi alla città. Davvero tanti i ciclisti arrivati da ogni angolo d’Italia per dare vita a una vera e propria festa a due ruote. Per molti è stata anche l’occasione di fare per la prima volta conoscenza del territorio e di assaggiare le nostre eccellenze con in testa il Rosso, il Brunello e il Moscadello di Montalcino che è stato abbinato ai piatti della tradizione locale durante la Cena Itinerante nei Quartieri di sabato scorso. Una manifestazione, la Granfondo, che è da anni una classica con un fascino unico e dalle caratteristiche impareggiabili. Ma è anche una gara dura che non a caso è stata vinta da Francesco Casagrande, ex professionista su strada e protagonista di vittorie memorabili in campo nazionale e internazionale. Sport, territorio e i nostri prodotti unici al mondo, come il Brunello, si confermano ancora una volta attraenti agli occhi dei visitatori.

A Milano con “Bottiglie Aperte” si brinda anche ai 50 anni di Brunello di Montalcino

Milano accende i riflettori, è in arrivo una settimana dedicata ai più grandi vini italiani: si parte domenica 8 ottobre con “Bottiglie Aperte”, sesta edizione dell’evento business dedicato all’enologia italiana al Palazzo delle Stelline. Un appuntamento che trasforma la città nella capitale internazionale del vino per stimolare scambi e nuove sinergie tra produttori, sommelier, ristoratori, distributori del settore, ma anche per incontrare i wine lovers. “Bottiglie Aperte” è un evento capace di portare in città 150 aziende, dai grandi produttori alle cantine di nicchia, con 900 etichette in degustazione. Ad arricchire la kermesse anche i vini del nostro territorio. Domenica, alle ore 17.30, nella Sala Bramante, appuntamento con i “50 anni del Brunello di Montalcino” con Conti Costanti (Andrea Costanti sarà il relatore) mentre lunedì alle ore 17, è la Sala Leonardo ad ospitare l’evento “Il Brunello che verrà … il 2012 e il 2013 …” (con cantine come Il Marroneto, Val di Suga, Caprili, Ciacci Piccolomini, Casanova di Neri per citarne solo alcune). E poi gli Awards di “Bottiglie Aperte”, con i Wine List Awards per la migliore carta dei vini al mondo della ristorazione italiana, e i Wine Style Awards assegnati alle aziende per la Miglior Presenza Fieristica, la Miglior Comunicazione Social, il Miglior Sito Web, il Miglior Packaging e il migliore evento aziendale (con WineNews in giuria).

“Most Expensive Italian Wine”, nella top 10 dei vini italiani più costosi c’è anche il Brunello di Montalcino

E’ il Romanée-Conti di Domaine de la Romanée-Conti, il vino più costoso del mondo secondo “Wine-Searcher” (www.wine-searcher.com), che ha incrociato i prezzi medi di migliaia di rivenditori di tutto il pianeta e delle diverse annate in commercio. Per la “The World’s Top 50 Most Expensive Wines” il più grande vino di Borgogna, in media, costa 15.703 dollari a bottiglia, con picchi, per le annate più rare, di 87.277 dollari. E gli italiani? Non ci sono tra i vini più costosi del mondo, ma hanno una classifica tutta loro, la “Most Expensive Italian Wine”. Nella top 10 c’è anche il Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi, ossia la storia di un intero territorio, che tocca i 497 euro a bottiglia piazzandosi in quarta posizione. Subito dopo, alla posizione n°5, troviamo il Brunello di Montalcino di Gianfranco Sodera (Case Basse, diventato un Igt), al costo di 443 euro a bottiglia. Nella top ten dei vini più cari d’Italia, è un duopolio Piemonte-Toscana con un’unica incursione extraterritoriale proveniente dal Veneto.

Il Brunello di Montalcino Biondi Santi con le sue annate speciali protagonista agli eventi di Sotheby’s

Ad autunno appena cominciato Sotheby’s, la casa d’aste più antica del mondo, ha già annunciato un ricco calendario: da qui alle prossime sei settimane sono infatti in programma ben quattro eventi di prima classe, tutti col Pacifico come baricentro. Ad aprire le danze, in quel di Hong Kong, sarà la “Finest and Rarest Wines”, durante la quale, nel corso di due giorni di offerte e rilanci, passeranno di mano lotti prestigiosi tra cui otto bottiglie di una delle annate più iconiche di Biondi Santi, dove il Brunello di Montalcino ha trovato i natali, ovvero la 1955 (4.300-5.900 Euro). Si passa poi alla costa est degli States, dove nella metropoli globale per eccellenza di New York terranno banco due aste altrettanto notevoli: la prima, i cui proventi andranno in beneficenza all’ente brasiliano Instituto Solidare, vedrà fra i top lot italiani il meglio della Toscana del vino, compresi tre lotti composti ciascuno da dodici bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1996 Biondi Santi (3.200-5.000 Euro) con un quarto lotto proveniente sempre dalla culla del Brunello e formato da 12 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1995 Biondi Santi (2.200-3.000 Euro).

Montalcino capitale del Sangiovese anche per la formazione. Partita la Summer School

Stamattina è partito ufficialmente il progetto “Sanguis Jovis”, promosso dalla Fondazione Banfi che ha lanciato l’idea di creare a Montalcino un primo centro di ricerca e formazione di eccellenza sul Sangiovese. L’Alta Scuola del Sangiovese, il cui scopo è quello di accrescere e diffondere la cultura di questo vitigno, contribuirà a dare al territorio legato al suo vino simbolo, il Brunello di Montalcino, un ulteriore e inedito fattore di posizionamento distintivo nel mondo dell’enologia. Nelle aule di OCRA, dove si tengono i seminari, si respirava entusiasmo e voglia di iniziare da parte dei partecipanti. Venti in tutto, in arrivo da varie regioni d’Italia, su un totale di sessanta domande inviate alla Fondazione. Numeri che confermano come la “Summer School” sia un’idea capace di attirare tanto i neolaureati che agli addetti ai lavori (le cui presenze sono equamente suddivise).

Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi, ha sottolineato che “inizia un progetto che guarda al futuro e che continuerà nei prossimi anni. La Fondazione è nata nel 1986, di cose ne abbiamo fatte e oggi possediamo la maturità necessaria per costruire qualcosa che ad oggi non c’era: un centro studi sul Sangiovese che possa formare la futura classe dirigente del mondo del vino”. Il presidente di “Sanguis Jovis” è il Professore Attilio Scienza dell’Università di Milano, Direttore Scientifico il Professore Alberto Mattiacci della Sapienza di Roma, entrambi sono membri del Comitato Scientifico della Fondazione Banfi. “L’obiettivo principale – spiega il Presidente Attilio Scienza – è contribuire al progresso della viticoltura di Montalcino. La parola d’ordine è conoscenza che si sviluppa attraverso la formazione, con lo scopo di diffondere la cultura del Sangiovese”. Formazione ma anche ricerca e comunicazione con progetti, appoggiati dalla Fondazione Banfi, già partiti all’estero e altri in fase di lancio. “Apriamo l’attività di un centro studi – illustra il Professor Mattiacci – che aspira a divenire un riferimento scientifico di rango mondiale sul Sangiovese e, più ampiamente, sul vino di qualità. Sanguis Jovis vuole innovare il pensiero del vino, attraverso un’attività di education fondata su progetti di ricerca e formazione originali e rigorosi. Su tutto, un mantra: multidisciplinarità e condivisione di esperienze fra professionisti, ricercatori e giovani discenti”.

La “Summer School” continuerà fino al 29 settembre negli spazi di OCRA – Officina Creativa dell’Abitare. “La genetica, l’origine, la biodiversità del Sangiovese”, “I territori, la geologia, le peculiarità pedo-paesaggistiche”, “Le risposte adattative del Sangiovese agli ambienti di coltivazione”, “Cambio climatico, sostenibilità e innovazione genetico-agronomica”, “Produzione e mercato: nuovi approcci di conoscenza”, sono solo alcuni dei temi che saranno toccati dai docenti specializzati nelle discipline coinvolte che si alterneranno durante le 50 ore del corso, il cui tema è “I profili del Sangiovese in Toscana”. Il Sangiovese sarà al centro dell’attenzione con le sue varie tematiche che saranno analizzate a 360°. Intanto la Fondazione Banfi già pensa al futuro: presto verrà pubblicato il bando per l’ammissione alla “Winter School”, che si svolgerà a marzo 2018. Il Sangiovese sarà sempre l’argomento principale ma verrà affrontato nell’ottica di un mercato globalizzato in cui la digitalizzazione diviene strumento necessario per la sua diffusione e conoscenza.

A scuola di vendemmia, gli studenti dell’Agrario di Montalcino a lezione in vigna

A scuola di vendemmia a Montalcino. Una nuova e inedita esperienza per i ragazzi dell’Istituto “Ricasoli”di Siena che quest’anno ha introdotto, per la prima volta, una sezione nella patria del Brunello. Ieri mattina è stato il primo giorno in vigna per i ventidue studenti della classe Prima che, dopo essersi cambiati, con un mezzo della scuola e accompagnati dal docente, si sono recati presso l’azienda “Il Poggione”. Tema dell’esercitazione, ovviamente considerato il periodo, è stata la vendemmia. Gli studenti, muniti di paniere, forbici e attrezzi del mestiere, hanno così scoperto trucchi e tecniche sulla raccolta dell’uva, sulla manutenzione della vigna, oltre alla misurazione del livello degli zuccheri, tutti aspetti che rappresentano un momento fondamentale nel processo produttivo del vino. “Già a scuola – ha spiegato Luca Pastorelli professore di Esercitazioni Agrarie alla Montalcinonews – avevamo fatto una preparazione su cosa è la vendemmia. Con il direttore e il personale dell’azienda i ragazzi hanno potuto svolgere una serie di attività sul campo come, ad esempio, l’analisi degli zuccheri. Sono stati molto felici e motivati, d’altronde molti di loro vivono in campagna e conoscono già l’ambiente della vigna. Quella di oggi (ieri ndr) è la prima di una serie di attività che faremo una volta a settimana, stiamo stipulando delle convenzioni con delle aziende del territorio. Dopo la vendemmia, affronteremo il tema della raccolta delle olive e poi la sistemazione delle aree verdi”. Gli studenti, prima di recarsi in vigna, si sono intrattenuti con l’amministratore delegato de “Il Poggione”, Fabrizio Bindocci, che ha spiegato loro l’importanza di questo progetto su cui anche lui crede molto.

Nella top 50 dei “Best Italian Wine Awards” 2017 il Brunello di Montalcino occupa sei posizioni

“Best Italian Wine Awards” 2017, il Brunello di Montalcino non vince ma è ben rappresentato in classifica con sei aziende tra le prime cinquanta. Vince l’Oreno 2015 di Sette Ponti, un altro vino toscano. Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 di Casanova di Neri, si classifica al quinto posto. Undicesima piazza invece per il Brunello di Montalcino Poggio di Sotto Riserva 2011 mentre al quindicesimo e al sedicesimo posto troviamo rispettivamente il Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 di Ciacci Piccolomini d’Aragona e il Brunello di Montalcino 2012 prodotto da Biondi Santi. Scorrendo la graduatoria in venticinquesima posizione c’è il Brunello di Montalcino Riserva 2011 Le Potazzine, mentre al trentaquattresimo posto si piazza il Brunello di Montalcino 2012 di Col d’Orcia. La giuria era guidata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini, con i Master of Wine Christie Canterbury (Usa), Tim Atkin (Uk) Kenichi Ohashi (Giappone) e Amaya Cervera (Spagna), e critici e giornalisiti italiani come Daniele Cernilli (Doctor Wine), Luciano Ferraro (Corriere della Sera), Antonio Paolini (L’Espresso), Marco Tonelli (Spirito di Vino) e Pier Bergonzi (Gazzetta dello Sport – Gazzagolosa). Oggi è in programma la premiazione ufficiale a Milano.

La famiglia Cotarella investe a Montalcino in una delle zone più storiche del territorio

La Famiglia Cotarella è pronta a mettere radici a Montalcino. Secondo quanto anticipato da WineNews, l’azienda di famiglia, fondata dai fratelli Renzo e Riccardo Cotarella, e ora guidata dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, ha comprato cantina e vigneti (6 ettari di terreno, di cui 3,5 vitati tutti a Brunello di Montalcino) in una delle zone più storiche del territorio, tra la Fattoria dei Barbi di Stefano Cinelli Colombini e Podere Salicutti (acquistato nel 2016 dalla famiglia Eichbauer, big dell’edilizia in Germania e fondatrice del ristorante bistellato Michelin “Tantris” a Monaco di Baviera). Un arrivo importante, che porta il nome di una delle famiglie più importanti dell’enologia italiana contemporanea (Renzo Cotarella è uno degli enologi manager più affermati del Belpaese, Riccardo è enologo di fama mondiale, alla guida di Assoenologi e presidente della Union Internationale des Œnologues) nel cuore di uno dei territori del vino al top nel mondo, per un nuovo sodalizio all’insegna dell’eccellenza enoica. Una storia iniziata nel 1979, con la fondazione della Falesco (www.falesco.it) da parte di Renzo e Riccardo Cotarella, che si è sviluppata tra Umbria e Lazio, e che ora, sotto il nuovo brand “Famiglia Cotarella” sviluppato nel 2015 proprio per segnare il passaggio generazionale alla guida dell’azienda da parte di Dominga, Marta ed Enrica, continua tra vigneti che fanno parte del “gotha” vinicolo mondiale.